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STAGIONE 2018/19 - LE SQUADRE PAERTECIPANTI

La nostra struttura, ospita varie squadre partecipanti ai campionati FIGC.
Il campionato italiano di calcio è un insieme di tornei nazionali e regionali istituiti dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).

I campionati sono suddivisi e organizzati in 9 livelli, i primi 3 sono inquadrati nell'area del professionismo, mentre i restanti 6 sono a carattere dilettantistico. La Lega Nazionale Professionisti Serie A organizza e dirige il maggiore campionato, la Serie A, mentre la Lega Nazionale Professionisti B organizza e dirige la Serie B. La Lega Italiana Calcio Professionistico sovrintende allo svolgimento del campionato di Lega Pro, il più basso torneo professionistico. L'organico complessivo delle tre leghe superiori consta di un totale di 102 società, rendendo il settore professionistico italiano il più numeroso del mondo. I diversi campionati a carattere dilettantistico sono organizzati dalla Lega Nazionale Dilettanti, il cui campionato più importante, la Serie D, rappresenta il quarto livello del calcio italiano e la porta di entrata verso il professionismo. I campionati sono organizzati in un girone all'italiana a doppio turno, in cui le squadre si affrontano due volte a campi invertiti.

Le scuole calcio presenti sulla nostra struttura sono aperte ai ragazzi di età compresa tra i 6 e i 18 anni, in questo percorso i bambini sono seguiti da istruttori esperti, i quali sono responsabili della loro formazione e del loro divertimento. L’attività viene svolta sui campi che la nostra struttura mette a disposizione e la gestione delle ore di allenamento è personalizzata ed elastica,le partite sono previste nel fine settimana.


SSC NAPOLI - SETTORE GIOVANILE

SSC NAPOLI - SETTORE GIOVANILE

class="corpo1">Il Naples Football Club è la prima, vera, rappresentativa società di calcio fondata a Napoli, tra fine 1904 e inizio 1905. In realtà ci furono molte riunioni in Via San Severino 43, a casa di un inglese, William Poths, e in Piazza Latilla 6 alla Pignasecca (oggi Piazza D'Ovidio), dove era l'abitazione di un altro socio fondatore, Ernesto Bruschini. I colori sociali del Naples furono strisce blu mare e celeste. Il primo Presidente l'ingegnere Amedeo Salsi, affiancato da Potts, Mister Bayon e dai calciatori dilettanti Conforti e Catterina. Un cenno particolare merita Mister Poths, un impiegato della Cunard Line, compagnia marittima commerciale che aveva gli uffici al porto. Poths vi era stato trasferito nel 1903. Con sè aveva portato molte delle sue abitudini inglesi e una passione straordinaria per il football che in madre patria giocavano dal 1847 e che oramai stava prendendo piega in tutta Europa e in Italia. A Napoli già esistevano l'aristocratica Open Air, fondata dal Marchese Ruffo, dai fratelli Costa, Verusio, D'Andria, i fratelli Panagia, Alfonso Parise e Alfredo Reiclin; l'Helios di Matteo Giovinetti con casacche a scacchi bianco-neri; l'Audace con maglie biancoverdi di Gustavo Romano, dei fratelli De Giuli e di Pepèn Cangiullo, portiere apprezzato per i suoi tuffi.

Contro l'equipaggio inglese della nave "Arabik" il primo grande evento calcistico... internazionale.

Il Naples vinse nel 1913 il suo primo torneo campano, a spese dell'Internazionale che aveva vinto l'anno prima e che vincerà nelle successive due stagioni. La formazione che si impose sull'Internazionale era composta da Cavalli, Del Pezzo, Garozzo, Paduli I, Hansen, Grieco, Argento, Paduli III, Toerstenson, Dodero, Imerigo.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, grazie alla passione di gente come Garozzo e dei fratelli Bruschini, calciatori e dirigenti come molti altri,il Naples riprese la sua attività in pieno. Memorabile nel primissimo dopoguerra una vittoria per 3 a 1 a Roma contro la fortissima Juventus. Nella formazione del Naples: Scandone, Garozzo, Pepe, Reiclin, Giordano, Tizzano, Laterza, Casabona, Dodero, Maisto, Sacchi.

Dopo Ninò Bruschini, Alfredo Reiclin, Mario Argento, Paolo e Michele Scarfoglio (figli di Edoardo e di Matilde Serao) anche Felice Scandone entrò nel calcio napoletano incrementando la schiera dei giornalisti-calciatori, bravi come calciatori ma molto di più come giornalisti.

Nel 1921 la fusione con l' Internazionale per dare vita all' Internaples, da cui originerà  l'Associazione Calcio Napoli.

UISP

UISP

L' Uisp viene costituita con un obiettivo: battaglia generale per il diritto allo sport e per lo sport popolare.
Dove "popolare" significa: 
- un legame con la tradizione storica (le prime società operaie e popolari dell'Otto-Novecento); 
- un riferimento a classi e ceti storicamente più deboli e più esclusi dalla pratica sportiva; 
- la sostanza di una proposta sportiva: popolarizzazione delle discipline e dello sport, battaglia contro le barriere di classe, genere, età. 
Dove essere "popolari" era difficilissimo per i tempi in cui si viveva, ma per un altro verso facile perché era immediato il riferimento ad una metà del mondo: del lavoro dipendente, del lavoro sfruttato, del proletariato.
C'erano due mondi contrapposti e quel "popolare" era rappresentativo dell'appartenenza Uisp ad uno dei due. Anche il modello organizzativo prende l'imprinting dall'organizzazione del movimento operaio (cfr Nicola Porro). E' verticale, gerarchico, a impianto piramidale, diretto da quadri di matrice prevalentemente comunista, basato su un tessuto di società sportive amatoriali, polisportive, comitati territoriali, e sostenuto dall'autofinanziamento. A Roma il centro politico, in Emilia Romagna e Toscana il motore organizzativo.
Modelli culturali sono il rifiuto dei valori della società esistente, la critica di commercializzazione, campionismo e ipercompetitività, pur in presenza di una modesta sperimentazione di pratiche alternative al sistema sportivo presente, il collateralismo partitico, il filosovietismo.
Queste sono alcune delle principali attività e scadenze organizzative della Uisp del '48: 
- 4 aprile: Convegno fondativo nel cinema Esperia di Roma; 
-15-18 luglio: prima Corsa al mare di ciclismo femminile in Emilia Romagna; 
-15-18 settembre: primi Campionati nazionali dello sport popolare a Bologna (citati in alcune fonti come "Piccole Olimpiadi"); 
-18-19 settembre: primo Campionato nazionale di ciclismo femminile a Bologna; 
-19-22 settembre 1948: primo Congresso nazionale a Bologna. Presidente venne eletto Tommaso Smith, segretario generale Gennaro Stazio.
Questa esplosione di attività, in assenza di una vera e propria struttura organizzativa consolidata, generò una crisi finanziaria e dirigenziale che determinò - nei mesi seguenti - un rinnovamento del gruppo dirigente e il passaggio da Stazio ad Arrigo Morandi della segreteria organizzativa nazionale.

Quadro politico nel biennio 1948-49: il governo dc cerca la marginalizzazione della Uisp e il boicottaggio delle sue relazioni con i paesi dell'Est. Giulio Onesti è incaricato di fare il Commissario liquidatore del Coni e ne resterà presidente per 31 anni. Formerà un tandem con Giulio Andreotti ("lo sport agli sportivi") fra i primi ad avere intuito il potenziale comunicativo dello sport. 
Cronache sportive: Coppi vince il Tour e nella sciagura della collina di Superga scompare il Grande Torino di calcio.
Consistenza organizzativa della Uisp: 14.500 tesserati, 671 società sportive.

INTERSOCIALE

INTERSOCIALE

Storicamente il Torneo nasce nel 1958 grazie alla passione della redazione sportiva del giornale ROMA che, sotto la guida di Ugo Irace, diffuse il gioco del calcio tra quei Circoli napoletani che si distinguevano in altre discipline sportive.
Antonio Sasso, Giampaolo Santoro ed altri allora giovanissimi giornalisti, diretti da Sergio Capece e Antonio Scotti, hanno descritto sulle pagine del ROMA le storiche sfide tra i Circoli, sostenuti da un pubblico appassionato e animato da vecchi antagonismi.
Grande e inaspettato fu il successo dell’Intersociale che in pochi anni divenne la più prestigiosa e seguita rassegna amatoriale cittadina.
Calciatori di mezza età insieme a “vecchie glorie” davano vita ogni sabato a novanta minuti di sport e amicizia.
I grandi campioni trasmettevano ai compagni meno noti la loro esperienza e la loro carica agonistica.
Il Torneo è stato sempre seguito con molto interesse da un folto pubblico, anche quando il compito di organizzatori passò direttamente ai Soci Fondatori.

 NEAPOLIS

NEAPOLIS

La società nasce per gioco, un desiderio della famiglia Lapeccerella con l’obiettivo  di sempre: il recupero dei valori e della cultura napoletana. Dunque, nessuna mercificazione dei colori e tantomeno gente che guardasse al contratto più che ai principi ispiratori del club bensì uomini che lottassero su un rettangolo di gioco per la maglia e per il simbolo che essa rappresenta.
La forza unita è più forte, vale a dire  la forza individuale aumenta se si unisce con altre forze, pensieri e parole oggi impensabili in questo contesto calcistico.
La maglia rappresenta “l’uniforme”.
colori sociali, grigio e giallo dunque, hanno un particolare significato.
“Sono i colori delle uniformi indossate dai soldati sudisti durante la guerra di secessione americana del 1861-65”.
 

R.D. INTERNAPOLI

R.D. INTERNAPOLI

Storicamente, l’Internapoli è stata la seconda squadra di Napoli, nata nel 1964, e  aveva due tipi di tradizione: quella agonistica,  fatta di una vittoria del campionato in Serie D e con due importanti terzi posti nell’ ex Serie C.
 La tradizione agonistica si è persa con il proprio titolo sportivo, passato dai Camaldoli a Marano fino a Pozzuoli con il rischio di trascinare nel baratro anche la fama di produttrice di talenti, la seconda tradizione che è stata salvata e vive ancora oggi nella sua casa proprio Camaldoli. Infatti nel 1999 nasce la Scuola Calcio Internapoli che da anni continua a custodire gelosamente quella tradizione e lo fa sotto l’attenta gestione di Raffaele D’Auria, presidente della scuola calcio e istruttore, insieme ad altri, di un gruppo molto preparato e qualificato.
La R.d. Internapoli ha come obiettivo di insegnare le basi di questo meraviglioso sport.Il percorso si basa sulla crescita fisica, tecnica e tattica necessaria per poter proseguire il cammino calcistico al di là dell’esperienza nell’Internapoli. All’interno di questo si mette al centro “l’Etica dello Sport” con la quale si insegnano i veri valori, spesso trascurati, come il rispetto, la correttezza, l’onestà, il divertimento e la lealtà per il gioco del pallone. Ai ragazzi si chiede solo di metterci impegno, passione e uscire dal campo dando il massimo, senza pretendere di essere campioni o di risolvere le partite perché il risultato finale si ottiene solo insieme alla squadra e il lavoro durante la settimana. L’Internapoli, oltre alla crescita sportiva, è attiva anche sul rendimento scolastico, informandosi continuamente con l’aiuto dei genitori dei risultati, e del comportamento fuori dal campo e l’interesse di aspetti fondamentali per l’attività sportiva come l’alimentazione. Dopo un periodo di assestamento e di lavoro societario, l’Internapoli può contare 650 iscritti divisi in 31 gruppi che vanno dai più piccoli (età 5-6 anni) fino ai più grandi Under 18 seguiti da più di un istruttore e tutti partecipano a tornei riconosciuti dalla FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) tra campionati Regionali e Provinciali, ma in particolar modo per i nostri iscritti che si trovano nella fascia di età media, ovvero dai 10 anni in poi, viene data la possibilità di partecipare a stage di squadre italiane provenienti dalla Serie A come Napoli, Milan, Juventus, Inter, Lazio e tante altre compagini importanti anche dalla Serie B e la Lega Pro